Il design che aiuta l’ambiente

Di , scritto il 25 Novembre 2015

design sostenibileConsapevoli dell’incidenza delle nostre scelte sulla salute del pianeta, e consci della necessità di uno sviluppo sostenibile, oggi si è superata l’abitudine ormai consolidata, di soddisfare le nostre esigenze a scapito delle risorse naturali e ambientali, come purtroppo è accaduto in passato e per troppo tempo. Finalmente nella nostra società si è affermato il concetto di design sostenibile, l’impegno di concepire il design in maniera strategica, con la progettazione di beni e servizi utili alla generazione attuale e a quelle di domani, senza danneggiare l’ambiente anzi, possibilmente, adottando strategie atte a colmare il forte divario tra i bisogni dell’uomo e quelli della natura.

Molti brand ormai da tempo attuano sistemi di produzione in linea con la normativa sulla salvaguardia ambientale, giungendo a realizzare prodotti di design con un impatto positivo non solo sull’ambiente, ma anche sulla spesa del singolo cittadino, con ricadute gradite sul bilancio familiare. Una di queste aziende è Ideal Standard, che progetta e realizza sanitari e rubinetteria di design, in grado di trasformare l’ambiente bagno della casa in uno spazio funzionale di totale relax, all’insegna della bellezza, della comodità e del risparmio. Le diverse collezioni sono create per soddisfare tutte le esigenze dei clienti, la linea Connect Space, ad esempio, propone lavabi, sanitari e mobili compatti per chi ha problemi di spazio. Accanto a questa molte soluzioni prevedono modelli eleganti e funzionali, compresa una vasta gamma di vasche idromassaggio.

Tuttavia l’aspetto più straordinario e innovativo consiste nel sistema di scarico applicato su tutti i sanitari Ideal Standard, che determina una notevole riduzione nella quantità di acqua da utilizzare, evitando gli sprechi. Con la consapevolezza che l’acqua è un bene prezioso e, come tale, non si deve sprecare, anche la rubinetteria è concepita in modo da limitare sensibilmente il consumo di acqua, di energia elettrica o gas per riscaldarla. Il tutto si traduce in un risparmio sulla bolletta con la soddisfazione di una irrisoria incidenza sull’ambiente.
L’utilizzo del legno di latifoglie americane per la realizzazione di pavimenti, arredi, rivestimenti, non solo dà prodotti durevoli nel tempo, ma sfrutta una materia prima di origine naturale, contribuisce alla salvaguardia forestale e si traduce in mezzo di sostentamento per le popolazioni svantaggiate. Questi esempi sono determinanti per far veicolare nei consumatori il concetto di sostenibilità, fino a che questo non diventi uno stile di vita per tutti e ciascun abitante della Terra non desideri adottare uno stile di vita sostenibile, come si auspica l'”AIGA” (associazione professionale americana di design).

Un altro aspetto da tenere in seria considerazione a proposito di design sostenibile è legato al riciclo. Oltre all’impegno di investire nel riciclo delle materie finora utilizzate, la soluzione ottimale per risolvere questo problema risiede nella prevenzione. Quindi nella progettazione attuale bisogna pensare all’intero ciclo vitale del prodotto, non solo alla sua funzionalità ma anche allo smaltimento e al suo possibile riciclo. Le soluzioni studiate e applicate dalle aziende sono molteplici, si va dall’utilizzo di materiali ecologici ottenuti dal connubio tra resine naturali e fibre di carta e cartone riciclati, alla produzione di laminati di ultima generazione destinati a durare più a lungo, quindi da non sostituire a breve scadenza, con caratteristiche innovative, basti pensare che la superficie è in grado di sanare eventuali graffi col calore.

Si ricorre con successo anche alla riduzione di spessore degli imballaggi, con il duplice effetto di diminuire la quantità di materiale impiegato e di facilitarne lo smaltimento. La quasi totalità delle aziende è orientata verso una scelta etica, supportata anche dal consenso dei consumatori, che pongono sempre maggiore attenzione ai processi produttivi di quanto acquistano. A questo si aggiunge un nuovo modo di concepire il “bello”, che oggi si identifica con un design essenziale, caratterizzato da scarsi effetti decorativi a beneficio della funzionalità, dell’etica e della sostenibilità.



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