Perché è meglio lavare gli indumenti nuovi prima di indossarli

Di , scritto il 11 Novembre 2020

Quando compriamo qualcosa di nuovo e ne siamo entusiasti, è grande la voglia di indossarlo subito. Eppure è meglio lavare i capi e gli indumenti intimi nuovi prima di metterli, non soltanto per ragioni igieniche (chissà quante persone li hanno provati prima di noi?), ma anche per salvaguardare la salute.

La maggior parte degli indumenti sono infatti trattati con varie sostanze chimiche che conferiscono loro determinate proprietà: colori più brillanti e durevoli, protezione da tarme e muffe, ingualcibilità. Quando le stoffe entrano in contatto con il sudore del corpo, i residui chimici vengono rilasciati dal tessuto e assorbiti dalla pelle. Di conseguenza è possibile che si verifichino eruzioni cutanee, mal di testa o difficoltà respiratorie. Alcuni dei prodotti chimici a lungo andare possono anche risultare cancerogeni. I vestiti dei neonati, poi, devono essere lavati almeno due volte, perché la pelle dei bebè è particolarmente sensibile e può reagire rapidamente alle sostanze chimiche.

Si noti che le sostanze nocive usate per trattare i tessuti possono essere presenti anche quando compriamo fibre catalogate come “biologiche”. Ad esempio, il cotone cosiddetto “organico” sicuramente è coltivato senza pesticidi, ma può comunque essere trattato con sostanze chimiche tossiche o tinture pericolose nell’ulteriore processo di produzione. Naturalmente le fibre sintetiche, che sono per lo più dei derivati del petrolio sono ancora più pericolose, perché trattate con agenti chimici come cloro (per schiarire il colore), polimeri (per rendere la tela più morbida o tenace), formaldeide (per l’effetto antipiega o no-stiro). La formaldeide è cancerogena, per la cronaca. Altre sostanze chimiche molto impiegate sono gli ftalati, che hanno una funzione ammorbidente sul tessuto, ma sono anche dei potenti interferenti endocrini, sospettati di causare infertilità e altri gravi disturbi.

Qualche utile consiglio pratico:

  • Prestare attenzione alle istruzioni di lavaggio: se raccomandano esplicitamente di lavare il capo prima dell’uso, probabilmente contiene molte sostanze nocive.
  • Attenzione all’odore degli indumenti: anche se l’assenza di effluvi non significa che non siano state utilizzate sostanze chimiche tossiche, un odore chimico particolarmente intenso ne è sicuro indice.
  • Attenzione alle certificazioni: non sono ancora molto diffuse in Italia ma è possibile cercare capi di abbigliamento prodotti con il minor numero possibile di sostanze nocive e certificati da IVN (International Association of the Natural Textile Industry), GOTS (Global Organic Textile Standard) e Bluesign.
  • Comprare vestiti di seconda mano: in questo caso probabilmente i coloranti e altre sostanze chimiche discutibili sono già state lavate via più volte. Ma per la nostra igiene e sicurezza meglio metterli un’altra volta in lavatrice.

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