Abiti da sposa: sì al colore!

Di , scritto il 06 Ottobre 2010

Ci sono spose eclettiche, originali. Donne che dicono no al classico bianco e che scelgono, per il giorno più bello della loro vita, il colore. Una cosa appare dunque certa: l’abito candido non è più un must. E la tradizione che risale al lontano 1854 – la Chiesa riconobbe il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, le spose iniziarono a indossare abiti bianchi e il velo diventò simbolo della sottomissione a Dio e al marito – può pure essere messa da parte.

Ecco allora giovani donne propendere per le sfumature chiare del rosa, scegliere un abito da sposa dai colori più decisi come il rosso o il viola, o affidarsi ai consigli dei grandi stilisti. Se Manuel Mota propone nella collezione 2010 colori rosati, turchesi e tonalità verdi, Vera Wang si lancia addirittura in modelli che esibiscono con fierezza il colore nero, solitamente riservato a vestiti per eventi mondani di tutt’altro genere.

E allora verso quale tonalità orientarsi? È solo una questione di gusti. Più preziosi saranno gli abiti da sposa in tutte le sfumature del giallo per arrivare all’oro; raffinati quelli in tessuto color argento. Il rosa, il pesca e il glicine restano dei veri evergreen, mentre la passionalità del rosso è destinata certamente alle più coraggiose che vogliono sfidare gli sguardi altri.

L’importante, ricordate, è contestualizzare l’abito da sposa colorato con il resto della cornice. Occhio dunque – per evitare un Carnevale non richiesto – alla tonalità degli addobbi floreali, ai nastrini delle bomboniere, alle tavole del ricevimento e, perché no, alla scelta dello sposo che potrebbe essere altrettanto fuori dagli schemi.


1 commento su “Abiti da sposa: sì al colore!”

Commenta o partecipa alla discussione
Nome (obbligatorio)

E-mail (non verrà pubblicata) (obbligatoria)

Sito Web (opzionale)

Copyright © Teknosurf.it srl, 2007-2019, P.IVA 01264890052
SoloStyle.it – Guida al mondo della moda e delle tendenze supplemento alla testata giornalistica Gratis.it, registrata presso il Tribunale di Milano n. 191 del 24/04/2009